giovedì 25 giugno 2009

Una frettolosissima notazione

Sono a Isernia da qualche giono, e da qualche giorno vivo con la mia splendida nipotina di quasi 4 anni, cuore di zia!
Stamani riflettevo sul suo abbigliamento di questi giorni: comodissimi fuseaux monocolori con balza di pizzo in fondo; calze a rete vezzosissime: rete fitta fitta, intendiamoci, color cipria, con delle farfalline cucite alla caviglia, un gingillino delicatissimo; minigonne di jeans larghe larghe con perline colorate, vertiginosissime e innocenti. Alcuni capi mi rimandano alle prostitute di qualche anno fa. E comunque molte donne adulte vestono così. E anche tutte le bimbe, e comunque né mia sorella né mia madre si sono poste il problema, giacché acquistano quello che sta bene alla bimba, quello che normalmente si trova nei negozi, dal superstore alla boutique. Ovviamente dopo la mia riflessione si stanno ponendo delle domande, specie di questi tempi... E allora vi giro la domanda: devo dir loro che sono io che deliro oppure c'è davvero qualcosa che non va, qualcosa che riguarda la costruzione delle identità di queste 'criature' su cui è necessario 'vigilare' con attenzione, oggi più di ieri? Grazie mie care e saluti dal Molise

1 commento:

luisa ha detto...

Ciao Monicuccia!

Non sei l'unica, ci penso spesso anche io a queste cose e mi chiedo anche se questa sia una mia fissazione o se siano cose che si domandano tutti.

Al mare vedo bambine non nude, che sarebbe una cosa normale, ma con costumini succinti... paillettes, laccini sui finachi, una volta ne ho vista una in perizoma.

Nelle vetrine dei negozi che vendono abiti per bambini vediamo dei manichini che sono piccole donne in miniatura, con tanto di tacchi, zeppe, accessori vari ecc...

Una volta addirittura una persona mi fece vedere entusiasta un paio di scarpine, da bambine appena nate, rosse fiammanti col tacco e mi disse che le avrebbe comprate subito a sua figlia quando sarebbe nata...

Io credo che ci sia un confine fra quello che è da bambini o bambine e quello che è da adulti. Però mi rendo conto che questo confine è stabilito da fattori culturali; siamo noi che decidiamo che una determinata cosa è "da prostituta" e un'altra no. Dove sta il confine? Non so rispondere a questa domanda ma posso dire che sto per diventare zia e sicuramente non comprerò scarpe rosse col tacco alla nipote, né calze a rete. Credo che le donne (di solito sono loro) che agghindano le bambine da soubrette prima del tempo abbiano una gran voglia di soddisfare il loro ego, ma quì mi riferisco a certi concorsi alla "Little miss sunshine" che ci sono negli Stati Uniti...

Un bacione!
luisa