lunedì 4 maggio 2009

Report 29 aprile

All’incontro di oggi eravamo presenti in undici, tra le quali una ritrovata Valentina, una neo-laureata Sonia a cui abbiamo doverosamente tributato un brindisi a fine incontro, e una studentessa che si è affacciata per la prima volta e di cui, me ne scuso, non ricordo il nome.
Si è trattato, per tutte noi, di una giornata emotivamente difficile, due ore che sono volate via in un turbinio di emozioni diverse e contrastanti. Gioia per alcuni versi e commozione fino alle lacrime per altri.
1 ora

La prima ora è stata dedicata, per lo più, all’iniziativa che coinvolge Mandana e Sonia nella costruzione del percorso cinematografico “aspettando la staffetta”, una rassegna di tre film (abbiamo recuperato l’idea dell’iniziale tri-ciclo) da proiettare in aula cinema con scadenza bi-mensile per maggio e unica per giugno. Date e modalità da definire.
Abbiamo pensato tre titoli possibili:
Persepolis, Il colore viola - da proiettarsi nel mese di maggio;
Vogliamo anche le rose - da proiettarsi a giugno.
L’idea è quella di coinvolgere per ognuna delle due proiezioni di maggio un’esperta che introduca il film insieme ad una volontaria del gruppo. Per Persepolis Sonia suggerisce di coinvolgere una esperta di nuovi linguaggi da affiancare a Mandana nella presentazione.
Per Il colore viola l’idea era quella di affidarsi alla Balestra o altra/o americanista più una volontaria (adesioni aperte).
Mentre per il film di giugno l’idea sarebbe quella di coinvolgere la regista, se fosse disponibile (Michela può contattare Alina Marazzi e chiedere se può rendersi disponibile a giugno?)

La presenza dell’esperto ha sollevato dubbi nel gruppo, la questione rimane da definire.
Da decidere è anche il titolo della rassegna,
potrebbe essere opportuno sottolineare “Aspettando la staffetta…” (su suggerimento di Lola o Pina, non ricordo) nella presentazione del ciclo.
Per le questioni pratiche (richiesta aula cinema, reperimento film, contatti eventuali con gli “esperti”, creazione di una locandina) si rimanda alle organizzatrici, per ora Sonia e Mandana.

OdG per mercoledì 5 maggio:

Non è prevista alcuna presentazione, perciò a meno che qualcuna non voglia prenotarsi si è pensato di destinare l’incontro interamente (salvo ragguagli staffetta, cinema, questionario e comunicazioni di servizio) al lavoro sul Glossario, visto che il gruppo glossario fa fatica a ritagliarsi un momento di incontro.

2 ora
“Presentazione oggetto”:
Mandana - "Corpo di donna", per la quale rimando alla sezione gruppo di lavoro glossario.

sabato 2 maggio 2009

Programma

LA STAFFETTA A SIENA: I GIORNI DELLA PIA

Mercoledì 8 luglio

Ore 18.00
- Accoglienza dell’anfora in Piazza Tolomei da parte delle Associazioni cittadine alla presenza di un gruppo musicale
- Corteo festoso fino all’Orto dei Pecci – Via di Porta Giustizia 39 (Tendone ASL 7) per la presentazione della Staffetta
- Conferenza stampa

Ore 20.00
Cena

Ore 22.00
Corte dei Miracoli – Via Roma 56
La Pia de’ Tolomei
Cantata in ottava rima
di e con Chiara Riondino

Giovedì 9 luglio


Ore 10.00-13.00
Complesso Museale Santa Maria della Scala – Saletta San Galgano, Piazza del Duomo 2
Tavola Rotonda Violenza di genere nel territorio

Ore 17.00-20.00
Giardino della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena - Via Roma 47
(in caso di pioggia il reading si terrà presso la Corte di San Galgano)
Contro la violenza, la forza delle parole
Pomeriggio di letture sul tema della violenza, a partecipazione libera.

Ore 20.00
Cena

Ore 22.00
Corte dei Miracoli – Via Roma 56
Zona Franca: umorismi e follie di donne in cerca di libertà
“Laboratorio teatrale delle donne”, Progetto della Comunità Montana Amiata Val d’Orcia, regia di Antonella Rossi

Venerdì 10 luglio

Ore 10.00-13.00
Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell'Università di Siena – Via Roma 56
Tavola rotonda La violenza sulle donne nel discorso pubblico tra stereotipi mediali e strumentalizzazioni politiche

Ore 17.00-20.00
Auditorium dell’Università per Stranieri di Siena – Piazza Rosselli 27
Parole diverse, violenze comuni
Incontro con Norma Berti, letture di testi e musica.

Ore 21,30
Giardino di Villa Rubini Manenti – Via degli Umiliati 12
(in caso di pioggia lo spettacolo si terrà presso la Limonaia)
Trittico femminile
Sequenza orante
Intermezzo – Poesie d’amore di Anne Sexton
Penelope
di e con Rosaria Lo Russo

Sabato 11 luglio

Ore 10.00-13.00
Complesso Museale Santa Maria della Scala – Saletta San Galgano, Piazza del Duomo 2
Workshop La competenza del desiderio: l’identità femminile fra sviluppo personale e sviluppo professionale

Ore 18.00-20.00
Piazza Postierla/Piazza del Duomo 2 – Complesso Museale Santa Maria della Scala
La danza di Farah, ballerina palestinese, e di una danzatrice della sua compagnia, conduce l’anfora verso il Santa Maria della Scala, dove
Paola Lambardi interpreta
Padri e figlie
di Donatella Contini

La competenza del desiderio: l’identità femminile fra sviluppo personale e sviluppo professionale

Ci sono donne che hanno fatto del proprio lavoro una scelta di libertà e di autonomia. Così facendo, hanno reso il lavoro espressione della sessualità e della creatività, hanno messo in scena il desiderio utilizzandolo come energia in grado di cambiare se stesse e il mondo.
Il workshop mira a riconoscere e valorizzare, dai punti di vista storico, sociologico e politico, le scelte delle donne che hanno fatto questi passaggi, restituendo così una biografia femminile in grado di muoversi dentro modelli non tradizionali. L’obiettivo è quello di disegnare un’identità di donna in grado di conciliare, a partire da sé, la zona affettiva e familiare con quella dell’organizzazione del lavoro, un’identità che possa essere consegnata alle nuove generazioni come modello cui ispirarsi per rendere azione sociale e trasformativa la parte più autentica e profonda di sé.

Presupposti
Se l’assenza di un punto forte di identità rende le donne più fragili e diventa una zona possibile di violenza, una maggiore valorizzazione delle competenze femminili nel mondo del lavoro dà alle donne una maggiore centratura su sé, fortificandole: il lavoro e la valorizzazione delle competenze delle donne possono dunque rafforzare l’identità femminile e prevenire la violenza.
L'idea sarebbe quella di aprire una riflessione collettiva sulle ragioni profonde per cui il lavoro è una possibile risposta alla violenza di genere, e può esserlo per davvero quando si fonda sulla capacità delle donne di significare responsabilmente la propria vita, il che permette loro di dare risposte non stereotipate e di proporre modelli nuovi. Per le donne infatti i modelli di riferimento familiari e di organizazione del lavoro sono ancora quelli di tipo tradizionale ed essi sono spesso 'sposati' in maniera inconsapevole e danno l'illusione della libertà e dell'autonomia ma propongono in realtà modelli di dipendenza e, dunque, contro-stereotipi. E se c'è dipendenza, c'è l'impossibilità di esprimere le proprie creatività e sessualità che vengono così uccise e questo processo comporta di per sé violenza di genere.

Temi
Si vorrebbe dare una lettura del lavoro femminile come capacità esplorativa di una parte di sé: pertanto, il lavoro verrebbe letto come un valore non meramente legato all'autonomia economica ma in grado di rappresentare ed esprimere una zona autentica di sé che entra come parte attiva nella dialettica sociale e che diventa dunque espressione della sessualità e della creatività femminili che permettono ad una donna di vivere la 'significazione del mondo'. Il lavoro inteso dunque come significazione del desiderio profondo che le donne attivano in risposta agli stereotipi e che, trascendendo la dimensione economica, si trasforma in un'azione capace di produrre un'energia significante in grado di definire appartenenze e identità. In altre parole, il lavoro inteso come scelta di libertà e di autonomia non perché coi soldi guadagnati ci svincoliamo dalla dipendenza del maschile e dunque magari lasciamo il marito che ci picchia, ma perché quel lavoro ci permette di rendere azione sociale e trasformativa una parte autentica e profonda di noi, ci permette di mettere in scena il desiderio e di utilizzarlo come energia in grado di cambiare noi stesse e il mondo.

Obiettivi
Riconoscere il disegno di un’identità femminile non stereotipata partendo dalla valorizzazione di modelli che si sono prodotti negli ultimi 40 anni giacché le donne hanno, seppure spesso in maniera slegata e scarsamente consapevole, fatto dei passaggi proponendo scelte di vita e identità e, di conseguenza, comportamenti sociali, non legati a stereotipi come ‘le donne in carriera sono uguali agli uomini e dunque sono tutte stronze’ o ‘donne=casalinghe’ o ‘donne=moglie’... Detti modelli rischiano però di rimanere sommersi e di non diventare buona pratica per le altre donne. L’idea del WS è quella di fare il punto della situazione e codificare un modello di identità femminile da consegnare alle nuove generazioni di donne affinché esse possano contribuire a consolidare certe prassi facendo emergere un comportamento che è già diventato comportamento sociale aggiungendo, alle visioni stereotipate del femminile tradizionale, un nuovo modello di identità di genere prodotto dalle altre donne nella pratica della loro biografia e della loro esperienza di vita, un modello utile da avere come sponda, o come bussola, comunque come un’alternativa sperimentata da altre, nel momento in cui ci troviamo a doverci confrontare con certe zone delle nostre identità dove ci sentiamo, e forse davvero siamo, l’altra, lo scarto, la vittima.

Perché un WS
Si vorrebbe creare, a conclusione di Staffetta, un momento di confronto aperto e guidato che fornisca, a fronte di un'assenza di modelli alternativi storicamente identificabili e riguardanti la famiglia e l'organizzazione del lavoro e come essi si conciliano nelle biografie femminili, uno spaccato della ricchezza che le donne sono nonostante tutto state in grado di produrre: tali modelli in questa giornata verranno coralmente illustrati, riconosciuti e capitalizzati, in una parola storicizzati, con l'obiettivo di definire un modello di riferimento che non abbiamo nella nostra linea genelogica ma che altre donne, spesso in solitudine, hanno proposto e sperimentato e che in questa sede verrà proposto affinché possiamo codificare un nuovo modello, stavolta di genere.

Le esperte che sto contattando sono:

Fiorenza Anatrini: Assessora Provinciale (uscente) alle Pari Opportunità.

Marcella Chiesi: sociologa del lavoro; direttore generale di Studio D.U.O. s.r.l. – Donne e Uomini nelle Organizzazioni: la società s occupa di consulenza e servizi alle imprese; consulente aziendale nell’ottica della differenza di genere.

Roberta Guerri: Comitato d’Ente del Comune di Siena
- da definire la sua partecipazione.

Claudia Musolesi: consulente in sviluppo risorse umane e organizzazione del lavoro nell’ottica della differenza di genere.

Se siete d'accordo, mi piacerebbe tanto coordinare questo WS!.

La violenza sulle donne nel discorso pubblico tra stereotipi mediali e strumentalizzazioni politiche

Introduzione ai temi della tavola rotonda

Nell'emergenza securitaria che ha dominato l'agenda politica e mediale degli ultimi tempi, la visibilità accordata alla violenza contro le donne ha giocato un ruolo di primo piano, ma tale fenomeno è stato oggetto di strumentalizzazioni e misrappresentazioni le più diverse. Il discorso, tradizionalmente femminista, della tutela delle donne è stato infatti appropriato da forze politiche di estrazione diversa e utilizzato in funzione della costruzione di altri discorsi, di cui quello sulla difesa dell'ordine pubblico - che sarebbe minacciato dalla crescente presenza di stranieri - è il più pervasivo ma non l'unico.
Diverse sono le cause invocate da giornalisti e commentatori a spiegazione degli episodi di violenza fisica o sessuale contro le donne, che variano a seconda della tipologia del carnefice e della vittima, ma presentao bias comuni: se l'autore è uno straniero, la costruzione discorsiva messa in campo è spesso quella dello “scontro tra civiltà” (lo straniero stupra e uccide perché è portatore di una cultura “altra”, diversa dalla nostra, più feroce, tribale, patriarcale); se l'autore o gli autori sono italiani e magari giovani, come accade ad esempio negli “stupri di branco”, si grida allora al “bullismo”, alla violenza crescente nella società, al disagio giovanile, alla “crisi dei valori”, al consumo di stupefacenti...in tutti i casi, raramente si ricorda che – come confermano i dati Istat – la maggioranza dei reati contro le donne matura entro il nucleo familiare o entro relazioni intime. D'altronde, il trattamento di questi ultimi casi offre evidenza di altro tipo di strumentalizzazioni: se le vittime preferenziali rimangono le donne, non sfuggirà come gli abusi fisici e sessuali ai danni di mogli, sorelle, conviventi vengano spesso costruiti come storie di ordinaria follia, momenti di improvvisa interruzione di esistenze apparentemente normali, e, soprattutto, come fenomeni di devianza individuale. Il grande assente sul banco degli imputati è ancora l'asimmetria di genere, e l'ordine sociale e culturale che nutre tale asimmetria.
Lo stupro di una donna, infatti, è sempre un atto di sopraffazione maschile, un atto di “violenza di genere”, prima che di rappresaglia etnica, e in quanto tale non conosce confini, né geografici né domestici: affonda le radici in un'asimmetria di potere fra sessi e in una cultura imbevuta di una concezione predatoria della donna (oggetto, feticcio, bersaglio), da cui l'illuminata società italiana e occidentale non è affatto esente.

Obiettivi della tavola rotonda

La tavola rotonda mira ad approfondire le modalità di rappresentazione del fenomeno della violenza contro le donne entro il discorso pubblico italiano e le implicazioni ideologiche che a questa rappresentazione si associano. Mettendo a confronto il punto di vista di professionisti dei media, studiosi della comunicazione e studiosi di altri settori - che possano fornire al fenomeno un inquadramento sociale, giuridico e filosofico più ampio – si intende in particolare fare il punto sulla sistematica “degenderizzazione” della violenza sulle donne operata dai racconti dei media, per tentare di smontarne i meccanismi di funzionamento e individuarne le cause. Si intende così utilizzare la violenza “di genere” come categoria di lettura della complessità, in grado di illuminare le diverse forze e interessi che si scontrano attorno al corpo femminile, ma anche le asimmetrie, le problematiche e i conflitti della vita privata e pubblica sistematicamente occultati a favore di una facile quanto strumentale retorica securitaria che trova nella difesa di questo corpo non il suo fine, ma il suo mezzo.

Gli esperti e le esperte che Elisa sta contattando sono:

Tamar Pitch, professore ordinario di Filosofia e Sociologia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Perugia

Barbara Spinelli, laureata in Giurisprudenza e praticante avvocato, responsabile del gruppo di ricerca “Generi e famiglie” dell'Associazione nazionale giuristi democratici

Fabrizio Tonello, docente di Scienze dell'opinione pubblica presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Padova

Laura Eduati, giornalista di “Liberazione”

Matilde D’Errico, autrice, sceneggiatrice, produttrice televisiva, creatrice della serie “Amore criminale” (Raitre), dedicata alla ricostruzione di omicidi di donne commessi da partner o ex partner


Inoltre (copio un pezzo della mail di Elisa):

trattandosi non di convengo ma di tavola rotonda, io penso che se la nostra ricerca procede, potrebbe essere utile presentarne i primi risultati, come quadro introduttivo generale:
presenteremmo i dati relativi alla violenza sulle donne in Italia, che già abbiamo, e i primi risultati sull'analisi delle forme discorsive della rappresentazione di questo fenomeno nei media. In questo caso partecipiamo io e le studentesse che partecipano alla tavola rotonda.

Agenda

'In cantiere':

- incontrerò Fiorenza Anatrini insieme a Tiziana Valgattari del Mara Meoni martedì 5 maggio per chiederle innanzitutto di partecipare al WS;
- Elisa sta cercando di contattare Marcello Flores per avere un incontro speriamo la prossima settimana;
- sono in attesa che Federica Gioia della Commissione delle Elette mi ricontatti per invitarci a presentare il programma definitivo con l'obiettivo di 'fare rete';
- lunedì chiamerò Gabriella Bufacchi del Centro Pari Opportunità della Provincia, che ha aderito alla Staffetta, per capire se possono finanziare qualcosa;
- con Mandana stiamo per incontrare il Vicedirettore del CRAS per richiedere un finanziamento e, anche, siamo in attesa di scrivere una lettera con richiesta analoga al MPS;
- in settimana chiamerò Daniela Radi per inviarle il programma definitivo e impostare una strategia per coinvolgere le Contrade sempre nell'ottica del 'fare rete' (il Magistrato ha espresso parere positivo al contatto con i coordinamenti femminili): di questa cosa direi che dovremmo discutere con le altre Associazioni.

Da un punto di vista economico, pensavo che il CPO del Comune potrebbe finanziare:
- allestimento/pulizia Sala San Galgano per la TR del 9 e il WS dell'11;
- service spettacolo Lo Russo.

Resterebbero fuori i costi della TR di Elisa (il WS sto cercando di organizzarlo a costo zero, anche se per precauzione ho previsto un costo analogo a quello ipotizziato da Elisa in modo da poter eventualmente 'spostare' fondi), i compensi delle 2 artiste e la pubblicità/affissioni (anche rispetto alla pubblicizzazione dell'inizitiva a mio parere si dovrebbe discutere con le altre Associazioni).

Inoltre: cineforum, ma su questo non so dirvi di più (pregherei le bimbe che se ne stanno occupando di aggiornare il blog appena avranno novità giacché sono curiosissima!).

E infine: manifesto pubblicitario a cura di Luisa, ma anche a riguardo non so dirvi altro e resto in attesa, curiosissima! :)

Ah, dimenticavo: ho chiesto ad un fotografo che conosco (Valentina, lo conosci anche tu, Federico Romagnoli) se vuole organizzare autonomamente, parallelamente alla Staffetta, una piccola mostra di ritratti di donne o quello che vuole, e sono in attesa di incontrarlo per spiegargli meglio la cosa giacché mi ha risposto positivamente.

FINANZIAMENTI
- pubblicità manifesti e locandine (raccogliere loghi e denominazioni corrette delle Associazioni ecc.) IPOTESI ???
- rimborsi spese esperti tavole rotonde IPOTESI 1000 euro
- compensi artisti (incluse le spese di previdenza e le RA) IPOTESI 1110 euro
- luce elettrica/service ove necessario 200 euro
- pulizie ove necessario (CPO Comune)
- agibilità ove necessario
- richiesta permessi affissioni/permessi uso suolo pubblico
- eventualmente, SIAE
- Consiglio comunale sui temi della violenza di genere (DA VERIFICARE per la Mattina di mercoledì 8 luglio

ODG DELLA PROSSIMA RIUNIONE ASSOCIAZIONI:
- Commissione delle Elette/Contrade: strategia per creare ‘rete’
- Giunta comunale: permessi.