Carissime,
mercoledi 3 dicembre eravamo solo in sei, ma abbiamo deciso comunque di analizzare i questionari che avevamo a disposizione (nostri e di amiche prestatesi) per verificarne i punti di criticità. E questi vi illustro.
2. In che cosa ti senti diversa dai tuoi coetanei maschi?
Alcune delle risposte proposte ci sono sembrate raggruppate in diadi ridondanti, ad esempio
a. costituzione fisica / c. caratteri sessuali : preferiamo lasciare la sola opzione ‘a’ eliminando la ‘c’ che da ‘a’ è comunque inclusa.
l. volontà di autoaffermazione / m. volontà di primeggiare: lasciare la ‘l’ ed eliminare la ‘m’.
3. Qual è l’elemento che a tuo avviso ti accomuna maggiormente alle tue coetanee?
3bis. E quale quello per cui ti senti maggiormente diversa da loro?
Abbiamo analizzato le risposte fornite a queste due domande e abbiamo rilevato, discutendone insieme, un disagio comune a rispondere causato dal termine ‘coetanee’, sia perché la nostra pratica di relazione con ‘le altre’ si esprime secondo una modalità esclusivamente trans-generazionale, sia perché il termine offusca la finalità delle due domande, che è quella di testare il ‘punto a cui sei insieme/rispetto alle altre’.
Ci sembra opportuno quindi sostituire “tue coetanee” con “altre donne”: la lettura sincronica delle risposte è comunque rilevabile chiedendo di scrivere l’età a chi compila il test.
4bis è da correggere in 5, e 5 da correggere in 5bis (ambiti di vita figlia/madre e madre/nonna)
Ci sembra opportuno limitare a 1 sola l’opzione fra le 4 proposte, per far emergere nella lettura ‘il’ nodo pregnante di cambiamento.
6. C’è un obiettivo specifico per cui ti batteresti come donna?
Marzia ha espresso l’urgenza di veder specificata la collocazione identitaria: ha senso parlare di ‘identità di genere’ fuori da una chiara scelta di collocazione etnica, politica, culturale?
Al gruppo è sembrato che la ‘scelta di collocazione’ possa comunque emergere dal testo delle risposte piuttosto che dal presupposto della domanda. Propongo comunque che su questo punto torniamo a riflettere nel prossimo incontro.
7. Come spiegheresti l’espressione “identità di genere” a una sorella…?
Per facilitare la risposta a chi non ne conosce il significato, abbiamo proposto di riformulare la domanda così:
“Hai mai sentito parlare di “identità di genere”?
no
si: Come spiegheresti l’espressione…?
Ci è sembrata poi molto convincente la proposta di una studentessa che si è unita per la prima volta al gruppo (perdonami, non ricordo il tuo nome), di aggiungere dopo la domanda 7 il punto
8. Associa tre termini alla parola “donna” che potrebbe restituirci un campionario intrigante di significati espressi. E’ ovvio che l’attuale 8 diventerebbe 8bis.
Crediamo inoltre opportuno inserire una domanda finale, non numerata:
Ti è piaciuto fare il test?
Si
No
Perché?
per poter esprimere le sensazioni provocate da un riflettere su di sé che per alcune donne non è un terreno di confronto così scontato ed abituale.
Note finali: necessità di lasciare più spazio per il testo libero, e comune apprezzamento per il titolo del test suggerito da Valentina, abbastanza neutro da non veicolare le risposte, vagamente allusivo all’8 marzo delle donne.
Vi saluto aggiungendo al mio post un’email inviatami da una neo-laureatasi con una tesi sull’identità di genere, Chiara Collamati, che non può essere presente fisicamente ai nostri incontri perché ha abbandonato Siena, ma a cui avevo dato il questionario perché lo testasse insieme a noi. Le sue riflessioni mi sono sembrate sorprendenti, perché ripercorrono punto per punto, e con grande lucidità, il percorso da noi seguito nell’incontro di mercoledi. E’ una cara amica, per il momento, forse, per voi solo virtuale.
Un bacio a tutte. Lascio la parola a Chiara:
“Cara Pina,
nonostante non ci conosciamo, mi permetto di usare toni confidenziali e darti del tu…Spero di non esser inopportuna, ma dato il contesto di vicinanza femminile e la comunanza di interessi relativi a questo ambito, mi risulta difficile e innaturale usare atteggiamenti formali e troppi convenevoli.
Innanzitutto mi scuso per lo scarso tempismo con cui ti contatto…
Dunque, ho letto e compilato il questionario che mi hai consegnato.
Essendo rivolto ad un pubblico vasto ed eterogeneo, condivido la semplicità e l’immediatezza con cui sono formulate le otto domande; tuttavia, se posso esprimere un mio personale parere, trovo che pecchi di un eccesso di genericità: è difficile rispondere riferendosi a categorie o gruppi di appartenenza ( come nel caso di ‘coetanei maschi’, o ‘le differenze/somiglianze con le tue coetanee’).
Da parte mia, preferirei fosse più mirato e maggiormente rivolto all’esperienza personale, al proprio modo di vivere ed esperire l’essere donna. Qual è il/i significato/i che ognuna attribuisce al suo essere donna, al termine ‘femminile’ che viene costantemente accusato di essenzialismo,ma che varia da cultura a cultura, da generazione a generazione, da persona a persona. Insomma, prima di chiedere “ti piace essere donna?”(domanda n. 8), chiederei “ Che significa per te essere donna?” “di quali significati, valori/disvalori investi il tuo sito del femminile?”.
E soprattutto va, a mio avviso, sottolineato il posto che ognuna attribuisce al significante ‘donna’, alla locuzione ‘in quanto donna’, cioè alla priorità o meno che l’identità di genere assume rispetto ad altre identità: etnica,geografica, socio-politica, familiare, culturale, etc, etc…Questa precisazione va fatta contestualmente alla domanda n. 6: “c’è un obiettivo specifico per cui ti batteresti come donna?”
Inoltre, la domanda n. 2 la ripenserei totalmente: ci sono opzioni che secondo me possono equivalersi tipo: costituzione fisica/forza fisica, rapporto con la famiglia d’origine/educazione ricevuta,volontà di autoaffermazione/volontà di primeggiare… per alleggerire un po’ quell’elenco che trovo ridondante. Poi ho delle perplessità sull’opzione ‘c’: che significa sentirsi diversi dai coetanei maschi per ‘caratteri sessuali’? Il riferimento è al puro dato biologico, o al modo di vivere il rapporto con il proprio corpo?
La prima domanda, infine, la formulerei diversamente, ad esempio:
“in questo periodo storico è possibile, e se sì sotto quali aspetti, affermare l’uguaglianza dei sessi?”:
a. non è possibile.
b. dal punto di vista giuridico e del riconoscimento dei diritti fondamentali.
c. dal punto di vista delle opportunità lavorative e dell’affermazione professionale.
d. dal punto di vista dell’immaginario collettivo e delle tradizioni culturali.
e. a livello del vissuto personale, dell’esperienza di ognuno con il proprio corpo e la propria sessualità.
Ecco…questo è quanto mi è venuto in mente riflettendo sul questionario…Spero di aver fatto osservazioni pertinenti e che possano risultare -anche in minima parte- utili ai fini della vostra ricerca e della crescita del vostro progetto.
Ah, infine, approfondirei l’aspetto della maternità sia nei termini del rapporto con la madre –come e in che misura la figura materna ha influenzato ed inciso sul modo che ognuna ha di sentirsi donna e di vivere la propria femminilità-, sia nei termini della specificità che l’essere madri conferisce alle donne.
Con l’auspicio di continuare a seguire il vostro percorso, benché a distanza ed indirettamente, ti mando i miei più sinceri saluti.
Buon lavoro…
Chiara”
venerdì 5 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
femminismo
Femminismo è lo spazio che le donne, ogni donna, riempie della sua presenza autonoma e indipendente. Uno spazio di liberazione in cui prestar ascolto a se stesse e al mondo che assume ora, sotto lo sguardo femminile, una nuova luce. Uno spazio in cui riappropriarsi del tempo e dei suoi miti per intrecciarli in un racconto simbolico a cui prestare una voce, che è voce di donna. È la voce di ognuna che riannoda i fili dei suoi pensieri con i fili che legano i pensieri di tutte.
Femminismo è il tempo di riappropriarsi del proprio corpo, di realizzare il proprio desiderio di essere una di due, perché l’essere è duale, una congiunzione di opposti che rende possibile il suo manifestarsi.
Femminismo è la possibilità per le donne di esprimersi per se stesse. Femminismo è la conquista di una via per ripensare se stesse; femminismo è la meta di quella stessa via e, ancora, il modo di percorrerla.
Femminismo è il tempo di riappropriarsi del proprio corpo, di realizzare il proprio desiderio di essere una di due, perché l’essere è duale, una congiunzione di opposti che rende possibile il suo manifestarsi.
Femminismo è la possibilità per le donne di esprimersi per se stesse. Femminismo è la conquista di una via per ripensare se stesse; femminismo è la meta di quella stessa via e, ancora, il modo di percorrerla.
lunedì 1 dicembre 2008
Glossario: inizio dei lavori
Dal prossimo mercoledì, e più realisticamente da mercoledì 10 dicembre, i seminari procederanno affrontando la costituzione di un lessico/la socializzazione dei saperi sulle tematiche dell'identità di genere.
1) Una prima data importante sarà il 21 gennaio, quando al centro Mara Meoni a Siena si terrà un convegno sul femminsimo degli anni '70 con Maria Luisa Boccia, Guerra, e la nostra Pina. Vorremmo tuttavia arrivare "preparate" all'appuntamento, e inziare a creare un comune retroterra e teorico e di riflessione sul vissuto. In riferimento alla prima dimensione del sapere, il gruppo non ha escluso la possibilità di ricevere tradizionali lezioni frontali, almeno per un'ora, invitando apposite relatrici.
2) In tutti i casi, vista la difficoltà che abbiamo avuto a trovare da subito una formula e un calendario per la socializzazione dei saperi, si è pensato di prenderla "alla larga", portando tutte un artefatto mediale/culturale che riteniamo utile per impstare la riflessione sulle tematiche del genere e sul femminismo. Può essere qualunque cosa: un saggio, un romanzo da discutere e di cui leggere alcune pagine, un film, una canzone..dovrebbe in ogni caso trattarsi di un contributo che ritenete esprima la vostra sensibilità e il vostro approccio - di qualunque tipo: filosofico, estetico, emotivo - alle tematiche del femminile e del femminismo; magari un contributo che è stato formativo nel vostro percorso di studi di genere/di consapevolezza di genere, che vi ha chiarito le idee o che al contrario che vi ha messo dubbi; un contributo che ritenete valido per la capacità di analisi o piuttosto per le sensazione che vi ha suscitato...
Pensiamo che questo possa essere un primo punto di partenza, oltreché un metodo che consente di istituire una continua dialettica tra il particolare e il generale, ovvero tra l'esperienza personale (perché hai scelto questo oggetto? cosa dice di te?) e la teoria - se trattasi di contributi teorici - o la riflessione e l'analisi dell'esperienza, che è comunque una forma di conoscenza che implica la capacità di generalizzare e astrarre.
Scegliamo qualunque cosa ci vada di portare ma proviamo a chiederci perché l'abbiamo scelta: ho un'idea su come gestire questa domanda e strutturare la discussione intorno agli oggetti in modo che sia proficua ai fini della costituzione del "lessico".
1) Una prima data importante sarà il 21 gennaio, quando al centro Mara Meoni a Siena si terrà un convegno sul femminsimo degli anni '70 con Maria Luisa Boccia, Guerra, e la nostra Pina. Vorremmo tuttavia arrivare "preparate" all'appuntamento, e inziare a creare un comune retroterra e teorico e di riflessione sul vissuto. In riferimento alla prima dimensione del sapere, il gruppo non ha escluso la possibilità di ricevere tradizionali lezioni frontali, almeno per un'ora, invitando apposite relatrici.
2) In tutti i casi, vista la difficoltà che abbiamo avuto a trovare da subito una formula e un calendario per la socializzazione dei saperi, si è pensato di prenderla "alla larga", portando tutte un artefatto mediale/culturale che riteniamo utile per impstare la riflessione sulle tematiche del genere e sul femminismo. Può essere qualunque cosa: un saggio, un romanzo da discutere e di cui leggere alcune pagine, un film, una canzone..dovrebbe in ogni caso trattarsi di un contributo che ritenete esprima la vostra sensibilità e il vostro approccio - di qualunque tipo: filosofico, estetico, emotivo - alle tematiche del femminile e del femminismo; magari un contributo che è stato formativo nel vostro percorso di studi di genere/di consapevolezza di genere, che vi ha chiarito le idee o che al contrario che vi ha messo dubbi; un contributo che ritenete valido per la capacità di analisi o piuttosto per le sensazione che vi ha suscitato...
Pensiamo che questo possa essere un primo punto di partenza, oltreché un metodo che consente di istituire una continua dialettica tra il particolare e il generale, ovvero tra l'esperienza personale (perché hai scelto questo oggetto? cosa dice di te?) e la teoria - se trattasi di contributi teorici - o la riflessione e l'analisi dell'esperienza, che è comunque una forma di conoscenza che implica la capacità di generalizzare e astrarre.
Scegliamo qualunque cosa ci vada di portare ma proviamo a chiederci perché l'abbiamo scelta: ho un'idea su come gestire questa domanda e strutturare la discussione intorno agli oggetti in modo che sia proficua ai fini della costituzione del "lessico".
Questionario: calendario lavori
1) Terminata la fase di raccolta dei questionari, cui abbiamo pensato di rispondere noi stesse come preliminare verifica della sua efficacia,Il PROSSIMO MERCOLEDI', 3 dicembre, discuteremo le nostre reazioni.
Si pensava di procedere così: un primo consulto sulle domande che abbiamo trovato problematiche/efficaci e perché; lettura, pescando a caso nel mucchio, di alcuni stralci di risposte, magari confrontando quelle date alle stesse domande, per capire il grado di apertura/chiusura del campo consentito a ogni risposta; e via dicendo.
Lo scopo dovrebbe essere testare le domande e vedere se già dalla piccola autoindagine fatta emergono possibili correzioni prima di passare alla fase pilota.
2) Dopo aver sistemato le domande (è assolutamente possibile che dovremo impiegare anche il mercoledì successivo), si parte con la fase pilota, in cui si distribuiscono i questionari a un primo gruppo. Si formerà una squadretta che lavorerà in autonomia, parallelamente ai seminari, ritirando i questionari della fase pilota e iniziando a analizzarli, allo scopo di testare l'efficacia delle domande rispetto alla popolazioe studentesca. Per farlo è necessario analizzre gli scritti facendo una prima divisione in categorie, da utilizzare eventualmente anche per le risposte che arriveranno con l'indagine allargata. Questo gruppo ovviamente riferirà ai seminari di volta in volta, ma non ha senso che tutte e 15 o 20 ci buttiamo su questa analisi.
Si pensava di procedere così: un primo consulto sulle domande che abbiamo trovato problematiche/efficaci e perché; lettura, pescando a caso nel mucchio, di alcuni stralci di risposte, magari confrontando quelle date alle stesse domande, per capire il grado di apertura/chiusura del campo consentito a ogni risposta; e via dicendo.
Lo scopo dovrebbe essere testare le domande e vedere se già dalla piccola autoindagine fatta emergono possibili correzioni prima di passare alla fase pilota.
2) Dopo aver sistemato le domande (è assolutamente possibile che dovremo impiegare anche il mercoledì successivo), si parte con la fase pilota, in cui si distribuiscono i questionari a un primo gruppo. Si formerà una squadretta che lavorerà in autonomia, parallelamente ai seminari, ritirando i questionari della fase pilota e iniziando a analizzarli, allo scopo di testare l'efficacia delle domande rispetto alla popolazioe studentesca. Per farlo è necessario analizzre gli scritti facendo una prima divisione in categorie, da utilizzare eventualmente anche per le risposte che arriveranno con l'indagine allargata. Questo gruppo ovviamente riferirà ai seminari di volta in volta, ma non ha senso che tutte e 15 o 20 ci buttiamo su questa analisi.
Report incontro 26 novembre
Ecco i piani per il futuro prossimo e remoto emersi nell'ultimo incontro. Riporto tutto insieme ma tra un attimo scorporo le diverse parti inserendole nelle apposite sezioni, in modo che chiunque visiti il blog (nuove partecipanti, persone che si sono perse gli ulimi incontri, casuali web surfers....) possa farsi un'idea organica dello stato dell'arte dei diversi progetti che stiamo attivando.
con grande ritardo e me ne scuso, ecco i "compitini" per l'incontro di mercoledì (posto anche sul blog):
- rispondere, se potete, al questionario inviato da Valentina
- scegliere e portare un "artefatto" mediale/culturale che ritenete utile per impstare la riflessione sulle tematiche del genere e sul femminismo. Può essere qualunque cosa: un saggio, un romanzo da discutere e di cui leggere alcune pagine, un film, una canzone..dovrebbe in ogni caso trattarsi di un contributo che ritenete esprima la vostra sensibilità e il vostro approccio - di qualunque tipo: filosofico, estetico, emotivo - alle tematiche del femminile e del femminismo; magari un contributo che è stato formativo nel vostro percorso di studi di genere/di consapevolezza di genere, che vi ha chiarito le idee o che al contrario che vi ha messo dubbi; un contributo che ritenete valido per la capacità di analisi o piuttosto per le sensazione che vi ha suscitato...Insomma, whatever.
_*Come procederemo mercoledì:*_
- 1) la gran parte della giornata di mercoledì, con ogni probabilità, sarà dedicata alla discussione del questionario. Si pensava di procedere così: un primo consulto sulle domande che abbiamo trovato problematiche/efficaci e perché; lettura, pescando a caso nel mucchio, di alcuni stralci di risposte, magari confrontando quelle date alle stesse domande, per capire il grado di apertura/chiusura del campo consentito a ogni risposta; e via dicendo. Lo scopo dovrebbe essere testare le domande e vedere se già dalla piccola autoindagine fatta emergono possibili correzioni prima di passare alla fase pilota.
- 2) Ci prenderemo un piccolo spazio per dirci quali oggetti abbiamo portato, così, per "lanciare" i lavori che si svolgeranno a partire dal mercoledì segunete. Da questo momento, infatti, il calendario dei lavori andrà strutturandosi in modo più dettagliato, ovvero:
_*Prossimi mercoledì prima delle vacanza di Natale*_:
- dopo aver sistemato il questionario si parte con la fase pilota, in cui si distribuiscono i questionari a un primo gruppo. Si formerà una squadretta che lavorerà in autonomia, parallelamente ai seminari, ritirando i questionari della fase pilota e iniziando a analizzarli, allo scopo di testare l'efficacia delle domande rispetto alla popolazioe studentesca. Per farlo è necessario analizzre gli scritti facendo una prima divisione in categorie, da utilizzare eventualmente anche per le risposte che arriveranno con l'indagine allargata. Questo gruppo ovviamente riferirà ai seminari di volta in volta, ma non ha senso che tutte e 15 o 20 ci buttiamo su questa analisi.
- i seminari procederanno affrontando il seondo progetto, ovvero la costituzione di un lessico/la socializzazione dei saperi sulle tematiche dell'identità di genere. Una prima data importante sarà il 21 gennaio, quando al centro Mara Meoni a Siena si terrà un convegno sul femminsimo degli anni '70 con Maria Luisa Boccia, Guerra, e la nostra Pina. Vorremmo tuttavia arrivare "preparate" all'appuntamento, e inziare a creare un comune retroterra e teorico e di riflessione sul vissuto. In riferimento alla prima dimensione del sapere, il gruppo non ha escluso la possibilità di ricevere tradizionali lezioni frontali, almeno per un'ora, invitando apposite relatrici.
La scelta degli oggetti di cui in apertura mail si inserisce in questo percorso. Vista la difficoltà che abbiamo avuto a trovare da subito una formula e un calendario per la socializzazione dei saperi, si è pensato che quello di portare un oggetto culturle che giudichaimo rappresentativo potesse essere un primo punto di partenza, oltreché un metodo che consente di istituire una continua dialettica tra il particolare e il generale, ovvero dall'esperienza personale (perché hai scelto questo oggetto? cosa dice di te?) alla teoria - se trattasi di contributi teorici - o alla riflessione e all'analisi dell'esperienza, che è comunque una forma di conoscenza che implica la capacità di generalizzare e astrarre.Mmmhhh....non so se mi sono spiegata bene.
Ecco, comunque direi questo: scegliamo qualunque cosa ci vada di portare ma proviamo a chiederci perché l'abbiamo scelta: ho un'idea su come gestire questa domanda e strutturare la discussione intorno agli oggetti in modo che sia proficua ai fini della costituzione del "lessico".
con grande ritardo e me ne scuso, ecco i "compitini" per l'incontro di mercoledì (posto anche sul blog):
- rispondere, se potete, al questionario inviato da Valentina
- scegliere e portare un "artefatto" mediale/culturale che ritenete utile per impstare la riflessione sulle tematiche del genere e sul femminismo. Può essere qualunque cosa: un saggio, un romanzo da discutere e di cui leggere alcune pagine, un film, una canzone..dovrebbe in ogni caso trattarsi di un contributo che ritenete esprima la vostra sensibilità e il vostro approccio - di qualunque tipo: filosofico, estetico, emotivo - alle tematiche del femminile e del femminismo; magari un contributo che è stato formativo nel vostro percorso di studi di genere/di consapevolezza di genere, che vi ha chiarito le idee o che al contrario che vi ha messo dubbi; un contributo che ritenete valido per la capacità di analisi o piuttosto per le sensazione che vi ha suscitato...Insomma, whatever.
_*Come procederemo mercoledì:*_
- 1) la gran parte della giornata di mercoledì, con ogni probabilità, sarà dedicata alla discussione del questionario. Si pensava di procedere così: un primo consulto sulle domande che abbiamo trovato problematiche/efficaci e perché; lettura, pescando a caso nel mucchio, di alcuni stralci di risposte, magari confrontando quelle date alle stesse domande, per capire il grado di apertura/chiusura del campo consentito a ogni risposta; e via dicendo. Lo scopo dovrebbe essere testare le domande e vedere se già dalla piccola autoindagine fatta emergono possibili correzioni prima di passare alla fase pilota.
- 2) Ci prenderemo un piccolo spazio per dirci quali oggetti abbiamo portato, così, per "lanciare" i lavori che si svolgeranno a partire dal mercoledì segunete. Da questo momento, infatti, il calendario dei lavori andrà strutturandosi in modo più dettagliato, ovvero:
_*Prossimi mercoledì prima delle vacanza di Natale*_:
- dopo aver sistemato il questionario si parte con la fase pilota, in cui si distribuiscono i questionari a un primo gruppo. Si formerà una squadretta che lavorerà in autonomia, parallelamente ai seminari, ritirando i questionari della fase pilota e iniziando a analizzarli, allo scopo di testare l'efficacia delle domande rispetto alla popolazioe studentesca. Per farlo è necessario analizzre gli scritti facendo una prima divisione in categorie, da utilizzare eventualmente anche per le risposte che arriveranno con l'indagine allargata. Questo gruppo ovviamente riferirà ai seminari di volta in volta, ma non ha senso che tutte e 15 o 20 ci buttiamo su questa analisi.
- i seminari procederanno affrontando il seondo progetto, ovvero la costituzione di un lessico/la socializzazione dei saperi sulle tematiche dell'identità di genere. Una prima data importante sarà il 21 gennaio, quando al centro Mara Meoni a Siena si terrà un convegno sul femminsimo degli anni '70 con Maria Luisa Boccia, Guerra, e la nostra Pina. Vorremmo tuttavia arrivare "preparate" all'appuntamento, e inziare a creare un comune retroterra e teorico e di riflessione sul vissuto. In riferimento alla prima dimensione del sapere, il gruppo non ha escluso la possibilità di ricevere tradizionali lezioni frontali, almeno per un'ora, invitando apposite relatrici.
La scelta degli oggetti di cui in apertura mail si inserisce in questo percorso. Vista la difficoltà che abbiamo avuto a trovare da subito una formula e un calendario per la socializzazione dei saperi, si è pensato che quello di portare un oggetto culturle che giudichaimo rappresentativo potesse essere un primo punto di partenza, oltreché un metodo che consente di istituire una continua dialettica tra il particolare e il generale, ovvero dall'esperienza personale (perché hai scelto questo oggetto? cosa dice di te?) alla teoria - se trattasi di contributi teorici - o alla riflessione e all'analisi dell'esperienza, che è comunque una forma di conoscenza che implica la capacità di generalizzare e astrarre.Mmmhhh....non so se mi sono spiegata bene.
Ecco, comunque direi questo: scegliamo qualunque cosa ci vada di portare ma proviamo a chiederci perché l'abbiamo scelta: ho un'idea su come gestire questa domanda e strutturare la discussione intorno agli oggetti in modo che sia proficua ai fini della costituzione del "lessico".
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